Prospettive e stakeholder


Gli specifici ruoli e professionalità del laureato in Beni culturali: scienze, tecnologie e diagnostica e, in base alla nomenclatura e classificazione redatta dall'ISTAT, rientrano solo in parte nel Gruppo delle Professioni tecniche più affini, in quanto gli attuali codici ISTAT non sono adeguati a descrivere nella loro più ampia articolazione le effettive professionalità dei laureati in Beni culturali: scienze, tecnologie e diagnostica. Queste sono invece riconosciute da una legge recentemente approvata alla Camera che prevede Esperti di Diagnostica e di Scienze e Tecnologie applicate ai Beni Culturali tra le professioni previste nel Codice Beni Culturali. Anche nei profili professionali ICOM ve ne sono alcuni coerenti con la formazione erogata nel nostro corso di studi e più precisamente nella Carta Nazionale delle Professioni Museali (2008) al punto 4.3 "Ambito: ricerca, cura e gestione delle collezioni".

In particolare, il corso si occupa della formazione di figure professionali di recente introduzione, di seguito elencate:

Operatori geoarcheologi ed archeologi di terreno (specialisti della diagnostica in campo geoarcheologico e dello scavo archeologico)
Funzione in un contesto di lavoro:
Rilevamento, studio e diagnostica dei siti e dei paesaggi archeologici, al fine di individuarne l'esistenza, delimitarne l'estensione, valutarne il grado di conservazione ed i processi di formazione, valutare i rischi in merito alla conservazione, a supporto delle operazioni di scavo archeologico, gestione della relativa documentazione e di progetti di tutela e valorizzazione.
Competenze associate alla funzione:
Competenze metodologiche, scientifiche e tecnologiche specifiche e capacità operative mirate alla tematica in oggetto, nel campo della Geomorfologia, della Geopedologia, della Geologia del Quaternario, delle tecniche geognostiche di campo (carotaggi, geofisica di superficie) dello scavo archeologico stratigrafico e della relativa documentazione e di laboratorio (analisi pedo-sedimentologiche), in grado di contribuire ad un progresso delle conoscenze sul piano scientifico, di integrarsi in gruppi operativi e a formulare rapporti d'indagine su situazioni specifiche sul piano delle applicazioni.
Sbocchi occupazionali:
Accesso a studi superiori (lauree magistrali, scuole di specializzazione), impieghi negli Enti dedicati dello Stato e delle Regioni, nei Musei, in ruoli tecnico direttivi negli Studi ed Aziende di architettura ed ingegneria, nelle Società di scavo archeologico che svolgono attività nel quadro della legge detta di "Archeologia Preventiva" (Legge 109/2005, DL 163/206), attività di liberi professionisti.

Operatori della conservazione (Conservation Scientists) in campo storico-artistico e archeometrico Funzione in un contesto di lavoro:
Studio e diagnostica dei beni di interesse storico-artistico e archeologico e dei loro ambienti di conservazione al fine di individuare la natura e provenienza dei materiali (lapidei, ceramici, metallici, lignei, pittorici e altri) impiegati nel realizzare tali beni culturali, le tecniche di produzione, lo stato di conservazione, le cause delle alterazioni e del degrado e di valutare il rischio concernente la conservazione a supporto delle operazioni di tutela e restauro e dei progetti di valorizzazione. Inserimento in gruppi che pianificano e realizzano operazioni di restauro.
Competenze associate alla funzione:
Poiché tutte le attività lavorative nel settore (Heritage science) necessitano un approccio olistico il corso è stato progettato in modo tale da essere fortemente interdisciplinare e fornire competenze metodologiche, scientifico- tecnologiche e capacità operative nel campo della Biologia, della Chimica, del Diritto, della Fisica, dell'Informatica, della Mineralogia-Petrografia, e della Storia dell'Arte, specifiche ed avanzate, finalizzate a compiere ricerca, formulare expertises nel campo delle questioni di provenienza e collocazione storica, pianificare la conservazione e valorizzazione dei beni culturali in oggetto e redigere pubblicazioni scientifiche e rapporti d'indagine.
Nell'ambito dello studio e della diagnostica dei materiali di interesse storico-artistico, le competenze metodologiche e scientifiche prevedono la capacità di caratterizzare la più ampia gamma di materiali, quali lapidei, pittorici, metalli, organici e così via, rinvenibili nel patrimonio artistico ed archeologico, nonché i loro possibili prodotti di degrado.
Sempre nell'ambito della caratterizzazione, le capacità tecniche sono orientate alla padronanza di metodiche e protocolli atti alla risoluzione di problemi che spaziano dall'analisi di micro-campioni sino allo studio totalmente non invasivo di opere d'arte. Le competenze includono quelle pertinenti all'ambito della prevenzione ovvero la conoscenza del complesso delle attività idonee a limitare le situazioni di rischio e rallentare il degrado connessi al bene culturale nel suo contesto.
Sbocchi occupazionali:
Accesso a studi superiori (lauree magistrali, scuole di specializzazione); impieghi in ruoli tecnico-direttivi negli Enti dello Stato e delle Regioni preposti alla tutela, alla gestione e alla conservazione del patrimonio culturale, nei Musei, nelle organizzazioni professionali private operanti nel settore del restauro conservativo, della diagnostica, negli studi di architettura e ingegneria e nelle società di scavo archeologico; libera professione.

Operatori della conservazione (Conservation Scientists) e della valorizzazione del patrimonio scientifico Funzione in un contesto di lavoro:
Conservazione della strumentazione scientifica storica e finalizzazione alla diffusione della cultura scientifica, con particolare attenzione alla conservazione e valorizzazione di strumenti moderni al momento della loro uscita dal ciclo della ricerca in quanto obsoleti, al fine della possibile contestualizzazione e comprensione di importanti scoperte. Capacità di definire l'importanza dello strumento in base alla sua unicità, nel caso di prototipi, o al processo che ha portato all'uso dello strumento in un percorso di ricerca (comunicato attraverso il linguaggio museale) nel caso di strumenti prodotti in vari esemplari. Capacità di selezionare, come operatori museali, parti di strumentazione scientifica di grandi dimensioni, inidonea come tale ad essere collocata in musei ma utilizzata per realizzare importanti scoperte scientifiche.
Competenze associate alla funzione:
Il corso di laurea fornisce competenze scientifiche e culturali di base, fondamentali per la comprensione del ruolo e funzionalità della strumentazione scientifica nelle principali discipline. Sono fornite le competenze tecnico-scientifiche specifiche per la corretta conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-scientifico sia a livello museale, che a fini didattico-divulgativi.
Sbocchi occupazionali:
Accesso a studi superiori (lauree magistrali, scuole di specializzazione); impieghi in ruoli tecnico-direttivi negli Enti dello Stato e delle Regioni preposti alla tutela, alla gestione e alla conservazione del patrimonio museale scientifico, nelle organizzazioni professionali private operanti nel settore del restauro conservativo; libera professione. Lo sbocco professionale di elezione è quello di curatore e di conservatore del patrimonio nei musei scientifici. Altro sbocco è quello dell'allestimento di mostre tematiche e quello di iniziative di divulgazione scientifica.

Operatori della conservazione (Conservation Scientists) dei supporti digitali ed analogici dell'informazione. Funzione in un contesto di lavoro:
Studio, monitoraggio, diagnostica, pianificazione e gestione degli interventi conservativi e di restauro dei supporti dell'informazione, nonché dei relativi contenuti informativi (archivistici, informatici, musicali, teatrali, cinematografici, etc.); progettazione e realizzazione di interventi per la comunicazione, la conservazione, la fruizione e la gestione dell'informazione nell'ambito degli archivi digitali e delle reti di archivi di beni culturali.
Competenze associate alla funzione:
Il corso di laurea fornisce competenze nel campo dei metodi, principi e sistemi concettuali nonché degli strumenti analitici e diagnostici per lo studio e la conservazione dei beni culturali digitali e dei supporti dell'informazione.
Fornisce inoltre competenze nella conoscenza e padronanza degli strumenti e dei principali metodi quantitativi e qualitativi impiegati professionalmente nonché dei principali risultati di ricerca, dei più importanti sviluppi teorici, delle metodiche, delle buone pratiche e degli standard per la conservazione dei beni culturali digitali e dei supporti dell'informazione.
Sbocchi occupazionali:
Accesso a studi superiori (lauree magistrali, scuole di specializzazione); impieghi in ruoli tecnico-direttivi negli Enti dello Stato e delle Regioni preposti alla conservazione dei supporti dell'informazione (Biblioteche, Teatri d'Opera, Musei, etc.), nelle organizzazioni professionali private operanti nel settore del restauro conservativo ; libera professione, nel ruolo di specialisti nell'analisi dello stato di conservazione, nell'individuazione e applicazione delle tecniche più efficaci per la conservazione, l'organizzazione e la fruizione tanto dei supporti digitali e analogici dell'informazione quanto dei contenuti informativi dei supporti stessi e nel ruolo di specialisti nella digitalizzazione e informatizzazione e catalogazione di patrimoni di interesse culturale (beni artistici, museologici, archeologici, etc.).

Statistiche occupazionali (Almalaurea)
Percorsi consigliati dopo laurea
Il conseguimento della laurea triennale in Beni culturali: scienze, tecnologie e diagnostica consente l'accesso alle lauree magistrali della classe LM-11 Diagnostica per la conservazione dei beni culturali attivate sia dall'Università degli Studi di Milano, sia da altri Atenei.
Milano
Stakeholders

Il corso dialoga con il territorio attraverso consultazione con le organizzazioni professionali, produttive e di servizio - a livello locale, nazionale e internazionale.